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cumulo pensioni anteriori al settembre 1995

Oggetto della presente pronuncia è l’errata applicazione e/o interpretazione del comma 41, articolo 1, Legge 335/1995.

Sul punto, la giurisprudenza della Corte dei Conti ha affermato il seguente principio: i limiti di cumulo di cui al comma 41 dell’articolo 1 della legge n. 335/1995, non sono applicabili nel caso di pensione di reversibilità sorta prima dell’entrata in vigore della citata disposizione normativa che in parte qua non ha alcuna efficacia retroattiva”; la mancanza di efficacia retroattiva di detta disposizione, d’altra parte, è implicitamente confermata dall’art. 1, comma 774, della legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007, che con una norma pseudo-interpretativa, ha modificato (in senso retroattivo) soltanto i criteri di computo dell’indennità integrativa speciale nell’ambito del trattamento di reversibilità e, per di più, con specifico riferimento alle pensioni di reversibilità, sorta a decorrere dall’entrata in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335(Corte dei Conti Sez. Regione Siciliana n. 995/2015; cfr. Sezione di Appello della medesima Corte territoriale n. 250/2012, n. 34/2008, n. 61/2009, n. 374/2009 e 129/2015; Cass. 17514/2015; Cass 5778/12).

Nella propria memoria l’INPS ha fondato le proprie difese sull’errato assunto che il provvedimento di recupero dell’indebito impugnato nascerebbe dalla percezione della ricorrente della pensione di reversibilità senza l’applicazione dell’abbattimento previsto dalla tabella F dell’art 1, comma 41 della legge 335 del 1995.

In realtà la legge Dini ha escluso le riduzioni per cumulo con altri redditi dei trattamenti pensionistici già in essere alla data del 1° settembre 1995, con il solo limite del riassorbimento dei futuri miglioramenti.

In pratica, i titolari di pensione di reversibilità con decorrenza anteriore al 1° settembre 1995, come nel caso della ricorrente, sono esclusi dalle riduzioni della pensione (cfr tabella F) ma, in presenza di redditi superiori ai limiti di legge, non incassano, fino al riassorbimento dell’importo risultante a debito, gli aumenti annuali di scala mobile (in pratica, la pensione di reversibilità non viene rivalutata).

Pertanto le disposizioni in materia di cumulo si applicano solo alle pensioni aventi decorrenza dal 1° settembre 1995 in poi, mentre quelle con decorrenza anteriore conservano il trattamento più favorevole con riassorbimento, però, sui futuri miglioramenti.

E che sia cosi lo afferma la stessa norma (art 1 comma 41 L. 335/95) laddove all’ultimo capoverso recita espressamente che “sono fatti salvi i trattamenti previdenziali più favorevoli in godimento alla data di entrata in vigore della presente legge con riassorbimento sui futuri miglioramenti”.

Le trattenute effettuate sulla pensione da parte dell’Inps sarebbero state corrette soltanto nell’ipotesi i cui si fosse trattato di recupero degli aumenti perequativi nel frattempo intervenuti, ossia intervenuti dal momento del superamento della soglia di piena cumulabilità della pensione col reddito, mentre nella fattispecie le trattenute sono state effettuate in ragione della errata incumulabilità delle due pensioni.

La Suprema Corte già nel 2015, aveva chiarito che il diritto alla pensione di reversibilità è acquisito “iure proprioal momento della morte del titolare della pensione diretta ed è soggetto alla disciplina applicabile “ratione temporisall’epoca della maturazione, sicché non vanno applicati i limiti di cumulabilità introdotti dall’art. 1, comma 41, della legge n. 335 del 1995, in forza della clausola di salvaguardia di cui all’ultimo periodo di tale norma, ove la pensione ai superstiti fosse già in godimento alla data di entrata in vigore del trattamento deteriore. (Cass. 17514/2015).

In ragione di ciò il Tribunale, con la superiore pronuncia ha dichiarato illegittima la riliquidazione e quindi la riduzione della pensione di reversibilità della ricorrente, nonché le trattenute operate dall’INPS, condannando l’istituto alla corresponsione delle trattenute operate, nonchè alla rideterminazione della pensione.